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Chi sono

Qui trovi la mia storia, il mio percorso e quello che ho fatto finora.

Biografia

3 min

Sono un direttore d’orchestra italiano. Ho fondato l’Orchestra ICNT, di cui sono direttore musicale, e dal 2014 dirigo a Roma la stagione concertistica I Concerti nel Tempio.

Ho studiato pianoforte con Maria Teresa Carunchio e mi sono diplomato al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro; ho poi ottenuto il Diploma di Musica da Camera al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e la Laurea magistrale con lode in Musicologia all’Università “La Sapienza”. Alla direzione d’orchestra sono arrivato dopo: mi sono formato alla Escuela de Dirección Maestro Francisco Navarro Lara e ho conseguito il diploma LRSM (Licentiate of the Royal Schools of Music) dell’Associated Board of the Royal Schools of Music (ABRSM) di Londra. Nel 2018 ho ricevuto la Batuta de Bronce al Concurso Internacional de Dirección de Orquesta 3.0.

Nel febbraio 2014 ho fondato I Concerti nel Tempio, una stagione nata quasi da sé dal desiderio di creare occasioni per fare musica insieme e offrirla alla comunità. All’inizio era dedicata alla musica da camera; con gli anni è diventata un punto di riferimento per il repertorio orchestrale, un luogo dove si incontrano giovani musicisti, professionisti e appassionati.

Da quell’esperienza è nata nel 2016 l’Orchestra ICNT, che ho fondato e di cui sono direttore musicale. È un’orchestra a progetto: ci si ritrovano musicisti di percorsi, generazioni e nazionalità diverse, tenuti insieme dal desiderio di affrontare con serietà il grande repertorio sinfonico. Il nostro lavoro si regge sulla collaborazione, sull’ascolto reciproco e sulla ricerca di un suono costruito insieme, in un clima che tiene insieme rigore, serenità ed entusiasmo.

Questa idea trova la sua forma più riconoscibile nella Mozart Symphonies Challenge, il progetto che ho dedicato all’esecuzione dell’intero repertorio sinfonico di Wolfgang Amadeus Mozart. Ogni appuntamento concentra studio, prova aperta al pubblico, diretta streaming e concerto nella stessa giornata: chi ascolta non vede soltanto il risultato, ma il percorso attraverso cui l’interpretazione prende forma. È un modo di divulgare e insieme di lavorare, nel quale il pubblico entra a far parte del processo creativo.

Accanto all’attività orchestrale, dal 2015 dirigo il Coro Raro, ensemble vocale indipendente dedicato soprattutto al repertorio a cappella e a musiche provenienti da diverse tradizioni.

Collaboro stabilmente con la pianista Marcella Crudeli al progetto Magisterium, dedicato ai giovani pianisti: partecipo alla selezione e alla valutazione dei solisti, alla progettazione artistica delle edizioni e dirigo i concerti con orchestra, perché i migliori allievi possano misurarsi con il grande repertorio concertistico in un contesto professionale.

Finora ho diretto 81 concerti, affrontando 198 titoli di 59 compositori, con un’attenzione particolare al repertorio sinfonico europeo fra Classicismo e Romanticismo. Della Mozart Symphonies Challenge fanno parte le 48 delle 50 sinfonie di Mozart che ho già diretto, dentro un percorso pensato per attraversarlo per intero.

Alla base di tutto c’è una convinzione: la qualità di un’orchestra nasce dall’ascolto reciproco, dalla responsabilità condivisa e dalla capacità di trasformare lo studio della partitura in un’esperienza musicale vera. Più che a un risultato perfetto, guardo alla costruzione di un linguaggio orchestrale vivo, capace di portare musicisti e pubblico nello stesso percorso di scoperta.

In breve

i numeri

Profilo

Nazionalità: Italiana

Base: Roma, Italia

Ruolo: Direttore d’orchestra

Attività e progetti

I Concerti nel Tempio (dal 2014)

Fondatore e direttore artistico della stagione concertistica I Concerti nel Tempio, nata nel 2014 presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour a Roma. Dopo una prima fase dedicata prevalentemente alla musica da camera, la stagione si è progressivamente orientata verso il grande repertorio orchestrale.

Coro Raro (dal 2015)

Direttore stabile del Coro Raro, ensemble vocale indipendente dedicato principalmente al repertorio a cappella e a musiche provenienti da diverse tradizioni.

Orchestra ICNT (dal 2016)

Fondatore e direttore musicale dell’Orchestra ICNT, orchestra a progetto che riunisce giovani musicisti, professionisti, studenti e appassionati, favorendo l’incontro fra generazioni, percorsi formativi e provenienze diverse attraverso il grande repertorio sinfonico.

Mozart Symphonies Challenge (2019–2026)

Ideatore e direttore della Mozart Symphonies Challenge, progetto dedicato all’esecuzione dell’intero repertorio sinfonico di Wolfgang Amadeus Mozart. Ogni appuntamento concentra studio, prova aperta al pubblico, diretta streaming e concerto nella stessa giornata, offrendo al pubblico la possibilità di assistere alla costruzione dell’interpretazione orchestrale.

Magisterium

Collaboro stabilmente con la pianista Marcella Crudeli nel progetto Magisterium, dedicato ai giovani pianisti. Oltre a dirigere l’orchestra, partecipo alla selezione e alla valutazione dei solisti e alla progettazione artistica delle diverse edizioni, offrendo ai migliori allievi la possibilità di eseguire il repertorio concertistico per pianoforte e orchestra in pubblico.

Attività artistica

  • 81 concerti diretti
  • 198 titoli in repertorio
  • 241 esecuzioni pubbliche
  • 59 compositori
  • 63 sinfonie integrali dirette
    • 48 di Wolfgang Amadeus Mozart
    • 15 di altri compositori
  • 74 solisti collaboratori
  • 69 concerti con l’Orchestra ICNT
  • 59 concerti presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour (Roma)

Formazione

  • LRSM (Licentiate of the Royal Schools of Music) in Direzione d’Orchestra – Associated Board of the Royal Schools of Music (ABRSM), Londra
  • Formazione in Direzione d’Orchestra presso la Escuela de Dirección Maestro Francisco Navarro Lara
  • Laurea magistrale con lode in Musicologia – Università “La Sapienza” di Roma
  • Diploma in Musica da Camera – Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma
  • Diploma in Pianoforte – Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro

Riconoscimenti

  • Batuta de Bronce – Concurso Internacional de Dirección de Orquesta 3.0 (2018)

Repertorio

Repertorio prevalentemente sinfonico, dal Classicismo al primo Novecento, con particolare attenzione ai repertori di Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Schumann e Dvořák.

Comprende sinfonie, concerti per strumento solista e orchestra, ouverture, suite, poemi sinfonici, pagine vocali e musica per ensemble.

Per il dettaglio completo del repertorio e delle statistiche aggiornate si rimanda al documento Presentazione del repertorio.

Collaborazioni

Nel corso della mia attività ho collaborato con orchestre ed ensemble in Italia e all’estero, sviluppando progetti concertistici e formativi in Europa, Sud America e Asia.

Sito

www.danielecamiz.com

Il mio approccio

4 min

Sono un direttore d’orchestra italiano.

La direzione è arrivata relativamente tardi nel mio percorso, ma appartiene al mio modo di vivere la musica fin dall’infanzia. Prima ancora di conoscerne la tecnica, ascoltare voleva dire per me seguire il gesto del direttore, immaginarne il movimento, cercare di rendere visibile l’espressione della musica.

Il mio lavoro nasce da una convinzione semplice: un’orchestra comincia davvero a fare musica quando smette di limitarsi a suonare insieme e comincia ad ascoltarsi. È allora che emergono fraseggio, carattere, colori, contrasti e quella varietà di emozioni che è il senso stesso dell’interpretazione. Una prova riuscita non è per forza quella in cui tutto è perfetto: è quella in cui il tempo sembra scorrere troppo in fretta. I musicisti arrivano stanchi alla fine della giornata, ma con l’entusiasmo e l’energia intatti, perché hanno scoperto qualcosa nella musica e nel modo di farla insieme.

Nel febbraio 2014, insieme a mia moglie, ho dato vita alla rassegna I Concerti nel Tempio, nata quasi spontaneamente dal desiderio di riunire amici musicisti e condividere la musica con la comunità. I primi concerti, dedicati alla musica da camera, li abbiamo fatti con un pianoforte a nolo e con la partecipazione volontaria dei musicisti — come accade ancora oggi per l’orchestra e per me. I concerti sono sempre stati gratuiti; le offerte raccolte non vanno a chi suona ma agli strumenti: prima all’acquisto di quel pianoforte, che è diventato così uno strumento stabile della Chiesa Valdese di Piazza Cavour, poi al restauro dell’organo, e oggi al fondo per la loro manutenzione. Con gli anni la rassegna è cresciuta e sempre più giovani musicisti hanno scelto quello spazio per le loro prime esperienze concertistiche.

Nel 2016, mentre studiavo direzione, è nata quasi naturalmente anche l’Orchestra ICNT. Un primo concerto con una piccola orchestra d’archi, organizzato per Pasquetta, si è trasformato in un progetto stabile che negli anni successivi è diventato il cuore della stagione concertistica. Dopo la pandemia l’attività della rassegna si è concentrata soprattutto sul repertorio orchestrale.

L’Orchestra ICNT ha ancora oggi lo spirito con cui è nata: un’orchestra a progetto nella quale si incontrano musicisti di età, formazione ed esperienza diverse, accomunati dal desiderio di affrontare con serietà il grande repertorio sinfonico. Le prove si svolgono in un clima esigente ma sereno, nel quale responsabilità individuale, ascolto reciproco e fiducia fanno crescere l’ensemble e lo portano verso un’autonomia musicale sempre maggiore.

Questa visione trova la sua espressione più compiuta nella Mozart Symphonies Challenge, dedicata all’integrale delle sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart. Il progetto è nato dall’esperienza maturata durante gli studi con Francisco Navarro Lara e dalla volontà di attraversare in modo sistematico un repertorio raramente percorso nella sua interezza: preparazione, prova e concerto stanno in una sola giornata. La prova è aperta al pubblico e trasmessa in diretta streaming: errori, decisioni e soluzioni non li nascondo, perché il processo creativo è parte integrante dell’esperienza musicale.

L’esperienza della Challenge ha affinato via via un modo di lavorare fondato sulla rapidità del pensiero, sull’ascolto costante e sulla capacità di riconoscere ciò che è davvero essenziale. Il poco tempo a disposizione non è un limite: è uno stimolo a studiare con maggiore profondità, a scegliere con chiarezza le priorità e a valorizzare il contributo di ogni musicista.

Nel repertorio mozartiano cerco soprattutto freschezza, trasparenza e teatralità. Più che un ideale astratto di perfezione, in quelle pagine riconosco una continua rappresentazione delle emozioni umane, dei loro contrasti e dei loro improvvisi cambiamenti. La fedeltà alla partitura non è per me un vincolo alla libertà interpretativa, ma il punto di partenza per comprenderne più profondamente il significato.

Accanto all’attività orchestrale dirigo il Coro Raro, progetto indipendente dedicato soprattutto al repertorio vocale a cappella e a musiche provenienti da diverse tradizioni.

La formazione musicologica è una parte essenziale del mio lavoro. Lo studio delle fonti, del contesto storico e delle prassi esecutive è per me uno strumento per restituire alla musica freschezza, chiarezza e capacità comunicativa, senza trasformarla in un oggetto museale.

Alla base di tutto rimane una convinzione maturata nel corso degli anni: la musica nasce dall’incontro fra persone. La tecnica, lo studio e il rigore sono strumenti indispensabili, ma acquistano significato soltanto quando permettono a un gruppo di musicisti di ascoltarsi, respirare insieme e comunicare con autenticità al pubblico.

Lo stesso testo, impaginato come libretto.

La mia storia

9 min

Quando ero piccolo, mi ricordo, a casa c’era sempre una radio che trasmetteva musica classica. Poi c’era un grande pianoforte a coda nel salone che mi attirava tanto e lo andavo sempre a strimpellare...

Il flauto dolce e i primi concerti

La mia prima esperienza formale con la musica sono state le lezioni di flauto dolce con mia zia Sara Modigliani — ancora le ricordo con grande affetto — e poi con Umberto Orellana alla SIFD, la Società Italiana del Flauto Dolce. Ho dei ricordi… ero molto piccolo, avrò avuto forse 4-5 anni, dei ricordi di concerti in una piccola orchestra di flauti dolci.

Il CIMA e la passione per Bach

Altro momento importante, sicuramente, i concerti del CIMA, il Centro Italiano di Musica Antica. Mio padre cantava nel coro del CIMA e mi ricordo da bambino che andavo ad assistere alle prove e poi ai concerti, proprio alla Chiesa Valdese di piazza Cavour, dove ora dirigo la maggior parte dei miei concerti…

In particolare ricordo la Passione Secondo Giovanni di Bach, un concerto che ho amato tantissimo. Ne fecero una registrazione su audiocassette — all’epoca si usavano le cassette — e queste cassette le ho consumate da quanto le ho ascoltate. Chiesi subito di avere in regalo anche la Passione Secondo Matteo, sempre in musicassetta, e anche questa fece una brutta fine perché la consumai da quanto l’avevo ascoltata.

Nonno Vito e la musica

Poi mi ricordo lunghe chiacchierate con Nonno Vito, il quale era un ingegnere ed era diplomato in violino. Anche se quando io ero bambino non l’ho mai sentito suonare dal vivo, so che suonava però molto bene e oggi il suo violino è andato nelle mani di mio figlio, che lo fa cantare forse bene quanto il suo bisnonno…

Mi ricordo grandi chiacchierate e scambi di idee sulla musica con Nonno Vito. Aveva un modo appassionato di pensare alla musica e mi raccontava tantissimi dettagli, tantissime relazioni fra la musica e la matematica, che erano le sue due grandi passioni, ed è stata veramente una grande ispirazione per me.

Le prime lezioni di pianoforte

Poi mi ricordo le prime lezioni di pianoforte con Steve Roach: aveva un metodo particolare, perché seguiva dei metodi americani basati su musiche popolari americane che a me personalmente non piacevano. Io invece ero un grande appassionato di Bach, volevo fare tanto Bach.

Mi ricordo anche una cosa che ho odiato tanto durante le lezioni con Steve Roach: il Microcosmos di Béla Bartók, che adesso invece apprezzo moltissimo e che uso anche con i miei allievi, perché non lo capivo… e anche perché il metodo che aveva adottato Steve con me era quello di leggerlo solamente durante la lezione, come esercizio di lettura. E io ero troppo piccolo, non riuscivo a capire nulla di quello che facevo.

Le crisi e il diario

Ci sono state tante crisi e a un certo punto ho pensato che il pianoforte non era per me. Mi ricordo che erano sempre i miei nonni che poi mi dicevano che se avessi smesso me ne sarei pentito poi da grande. Devo dire che devo ancora ringraziarli.

Dopo una pausa di forse un anno o due ho cambiato insegnante e ho studiato per un periodo con Vera Gobbi Belcredi. È stato un momento particolarmente difficile. Io avevo 11 anni e lei ne aveva 82. Era stata allieva di Alfredo Casella, era stata una pianista prodigio, diplomata a soli 14 anni…

Forse la differenza d’età era troppa: io non riuscivo a capire cosa lei volesse. Mi apprezzava perché mi diceva che ero dotato ma mi sgridava perché diceva che non studiavo.

Forse all’inizio, a 11 anni, era anche vero: come tutti i ragazzi di 11 anni non avrei passato ore e ore a studiare il pianoforte. Ma ad un certo momento mi sono impuntato. Ricordo che avevo preso un piccolo quaderno che era come un diario, anzi era diventato un po’ il sostituto dell’insegnante: l’insegnante mi sgridava e io mi sgridavo da solo sul diario.

E prendevo una bella teiera piena di tè verde, la poggiavo sul pianoforte e passavo ore tenendomi sveglio con il tè a cercare di capire, a cercare di risolvere i problemi e a prendere appunti o a sgridarmi sul diario.

Un'esperienza difficile

Dico la verità, fui cacciato più volte dalla lezione; mi disse più volte: “Non tornare più, lascia stare, tanto non ce la puoi fare”. E ricordo sempre che l’intermediaria che mi faceva riaccogliere era sempre mia nonna, perché si era scoperto che da giovani, moltissimi anni prima, si erano incontrate su un ponte a Roma ed erano state presentate l’una all’altra, cosa che ricordavano entrambe con divertimento.

In virtù di questa simpatia mia nonna riusciva sempre a farmi tornare a lezione. Dico la verità: sempre con poco successo, è stato un periodo di grande frustrazione.

Oggi da adulto apprezzo molte cose che probabilmente cercava di insegnarmi — in un modo che però io all’epoca non riuscivo a capire — tuttavia, ecco, non è stata una bella esperienza.

La scelta della musica

Poi c’è stato il momento cruciale: tutto il mio percorso pianistico si è svolto in parallelo alla scuola, al liceo classico. E quando ho finito il liceo si è posto il problema: “Cosa faccio nella vita?” Un problema che ci poniamo tutti noi che studiamo musica.

Questa domanda mi ha tormentato a lungo perché era molto difficile decidere di fare davvero il musicista. Allora ho deciso di cominciare anche l’università, ma… il corso di Storia della Musica. Avevo deciso che in qualche modo tutto quello che facevo doveva ruotare intorno alla musica. E ho continuato così.

Dell’università probabilmente sono stato uno dei migliori finanziatori, perché sono stato iscritto molto a lungo — dal momento che facevo anche molte altre cose, davo un esame ogni tanto, quando potevo. Però ecco, alla fine è arrivata anche la laurea in Musicologia.

Musica da camera e l’incontro che cambia la vita

Un altro grande capitolo è stato il corso di musica da camera al Conservatorio con il maestro Luciano Cerroni. Tre anni da interno al Conservatorio di Santa Cecilia e tante altre importanti esperienze.

Ho potuto studiare tanta musica da camera insieme ad altri strumenti, ho conosciuto tanti altri musicisti, ho potuto confrontarmi…

E poi ho conosciuto quella che poi è diventata mia moglie, nonché madre di mio figlio.

Fu proprio un concerto organizzato dal maestro Cerroni, in collaborazione con la classe di canto, che mi fece incontrare quella che poi è diventata mia moglie. Tant’è vero che quando ci siamo sposati abbiamo invitato il maestro Cerroni scrivendogli: “Maestro venga, perché in fondo è stata colpa sua.

Accordatura e tecnologia del pianoforte

Poi c’è stato il corso di accordatura e tecnologia del pianoforte, sempre al Conservatorio di Santa Cecilia, che mi ha aperto gli occhi — anzi, le orecchie — su molte cose.

Ho capito come funziona il pianoforte, la sua meccanica, il suo funzionamento, come si accorda…

Il sogno della direzione d’orchestra

La direzione d’orchestra è stato un sogno nascosto nel cassetto, forse da sempre.

Mi ricordo pomeriggi interi passati, oltre che a consumare nastri e poi a rovinare CD, ad ascoltare musica… ma anche chiuso in camera con la musica nelle cuffie a fingere di dirigere orchestre immaginarie che soltanto io vedevo.

Mi ricordo di me davanti all’armadio o davanti al muro che facevo qualcosa che non sapevo esattamente come si facesse, però era quello che cercavo di fare.
Ero talmente preso dall’espressione della musica che avevo bisogno di fare dei movimenti, avevo bisogno di esprimerla con tutto il corpo.

Mi ricordo anche che saltavo, mi muovevo… ovviamente con la stanza chiusa, in modo che nessuno mi potesse guardare.
Mi vergognavo, ma neanche troppo.

Da ragazzo usavo spesso la bicicletta come mezzo di trasporto e giravo praticamente tutta Roma.
Avevo le cuffie, ascoltavo musica o la immaginavo, e — lo so, non si dovrebbe — spesso toglievo le mani dal manubrio per “dirigere” anche mentre pedalavo.
Avevo imparato ad andare senza mani, quindi potevo permettermi di farlo… almeno fino al momento di frenare.
Ma chi mi vedeva sfrecciare per Roma agitando le braccia nel nulla avrà sicuramente pensato che ero mezzo matto.

Una proposta inaspettata

Questa cosa della direzione è rimasta lì, nel cassetto.
Ho sempre avuto paura che non fosse qualcosa di possibile per me.
Fare direzione d’orchestra in Conservatorio mi sembrava un percorso molto complicato: bisognava anche studiare composizione, e io non avevo nessuna voglia di farlo.
Insomma, c’era qualcosa in quel percorso accademico che mi teneva lontano — anche se l’amore per l’orchestra cresceva sempre di più.

Cori e orchestra giovanile

Nel frattempo ho avuto la fortuna di cantare per lunghi anni in cori polifonici, piccoli e grandi:
con La Frottola, il gruppo di musica antica diretto da mio padre, con Eximia Forma diretto dal maestro Carmelo Piccolo, e anche con il Nuovo Coro Lirico-Sinfonico Romano del maestro Stefano Cucci.
Esperienze straordinarie di ascolto e coralità.

E poi c’è stata l’esperienza nell’Orchestra Papillon, come tutor e pianista.
Un’orchestra giovanile fondata da carissimi amici, nella quale ho imparato tantissimo stando a stretto contatto con l’orchestra vera, dal vivo, ogni settimana.
E mi sono sempre più innamorato di quell’universo.

Scuola Navarro Lara

E l’occasione è arrivata per caso, come spesso accade.

Un giorno qualcuno mi ha mandato una mail con un invito a conoscere la Scuola Internazionale di Direzione d’Orchestra del maestro Francisco Navarro Lara, una scuola interamente online.
Quando ho letto questa cosa sono rimasto sconvolto.
Direzione d’orchestra, online?

Era una proposta talmente assurda che… mi ha incuriosito.
Così tanto che, dopo un po’ di tempo a pensarci, ho deciso: “e se fosse la volta buona?
Sono andato a conoscere di persona il maestro, a un incontro in Spagna con tanti altri allievi, e lì è scattato qualcosa.

Sono rimasto folgorato. E da lì è cominciato tutto.

L’orchestra e il futuro

Ho iniziato a frequentare i corsi, a studiare, a mettermi in gioco, a radunare musicisti.
Così è nata l’Orchestra ICNT. Poi è arrivato anche il Diploma ABRSM in direzione d’orchestra…

La strada è ancora lunga, ma è una cosa che mi diverte infinitamente.

Conclusione

Questa è la mia storia.
Spero che in qualche modo ti abbia interessato — magari anche ispirato.
Perché la cosa importante è non fermarsi mai. Continuare a crescere.

E quindi… viva la musica!