Il Concerto d’Inverno del 5 gennaio è andato molto bene.
La chiesa era piena, nonostante la pioggia, e il clima in sala era parte viva della musica.

Schubert ha funzionato con naturalezza: chiaro, brillante, ben a fuoco.
Mendelssohn è stato più delicato. Maria Luce De Ruvo, alla sua prima esperienza con questo concerto e con un’orchestra, ha suonato con grande musicalità. In alcuni momenti ha corso un po’, e nel finale dell'ultimo movimento ha saltato una battuta. Siamo riusciti però a ritrovarci e a chiudere insieme. Sono incidenti che fanno parte del percorso, soprattutto a 17 anni, e non hanno tolto forza al risultato complessivo. Il secondo movimento è stato molto intenso e il pubblico l’ha apprezzato sinceramente. Come bis ha eseguito il Capriccio n.13 di Paganini, con grande naturalezza.

Prokof’ev è andato davvero bene: carattere, grinta, belle sonorità.
Qualche imprecisione e un paio di ingressi fuori tempo, senza conseguenze evidenti. Nel complesso un’esecuzione viva, energica, condivisa. Come bis abbiamo ripetuto l’ultimo movimento.

La giornata era cominciata in salita: il primo oboe con la febbre, presente direttamente per il concerto dopo aver saltato l’assestamento; il terzo timpano arrivato solo il giorno stesso; una chiave per l’accordatura da recuperare all’ultimo momento. Il riscaldamento della chiesa funzionava solo in parte, ma senza creare reali disagi: si è potuto lavorare e suonare senza soffrire il freddo.

Alla fine della serata abbiamo raccolto 893 € per il fondo di manutenzione degli strumenti musicali della Chiesa valdese di Piazza Cavour.

Il concerto è ora disponibile anche in versione video, con audio restaurato e montaggio completo.

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Una serata intensa, imperfetta, vera.
E proprio per questo, riuscita.