La prova di ieri non si è svolta con l’organico completo. Un violino secondo è assente per malattia e non ci sarà al concerto; il secondo fagotto e il primo contrabbasso erano assenti per motivi di lavoro. Situazioni che capitano, soprattutto in questi giorni.

Arrivati in chiesa abbiamo trovato il riscaldamento guasto e una temperatura piuttosto bassa. Prima ancora di iniziare è stato necessario risolvere un problema pratico: la chiave dei timpani era stata smarrita, e ho dovuto arrangiarmi per accordare correttamente i due strumenti disponibili (il terzo timpano arriverà solo il giorno del concerto).

Abbiamo iniziato con Mendelssohn, lavorando con la solista Maria Luce De Ruvo su molti dettagli d’insieme. In particolare ci siamo concentrati sui passaggi tra un movimento e l’altro e sui cambi di tempo nel finale del primo movimento, che in questo concerto sono particolarmente insidiosi.

Siamo poi passati a Prokof’ev, che resta il brano più impegnativo per tutti: il primo movimento, con un avvio molto virtuosistico per gli archi, e l’ultimo movimento, una vera corsa piena di difficoltà tecniche e di insieme.

Dopo la pausa abbiamo affrontato la prova generale, senza interruzioni e nell’ordine definitivo del concerto: Schubert, Mendelssohn, Prokof’ev.
Schubert è filato via con naturalezza. Mendelssohn è risultato un po’ più affaticato, con qualche piccola sfasatura con la solista nel primo movimento, ma abbiamo ascoltato e apprezzato molto il suo secondo movimento, davvero bello ed emozionante. Prokof’ev è andato bene, considerando la complessità della scrittura.

Restano alcune cose da sistemare rapidamente nell’assestamento prima del concerto. Nel complesso è stato un lavoro molto intenso e produttivo. Stancante, sì, ma ora possiamo riposare: oggi ci fermiamo, e domani ci sarà solo un breve assestamento prima del concerto. Saremo freschi e pronti.